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I capi di abbigliamento destinati ai bambini devono essere sicuri. Oltre alla sicurezza chimica che riguarda le sostanze cancerogene, tossiche o allergizzanti, uno dei principali fattori di rischio su cui si concentrano gli standard internazionali è connesso alla presenza di piccole parti — normalmente costituite da accessori decorativi — che se non attaccate saldamente al capo potrebbero essere staccate e ingerite accidentalmente dal bambino. Un altro aspetto fondamentale è la prevenzione del rischio di strangolamento, connesso ad eventuali corde o laccetti presenti sui vestiti.

Per approfondire questo importante argomento abbiamo intervistato i nostri esperti: Angela Donati, EMEA Softline Technical Lead, e Silvia Lai, Technical Manager — Technical Research and Protocol Development.

Qui di seguito trovi l’intervista completa e, se ritieni interessante questo articolo condividilo su LinkedInFacebook e Twitter.

Restiamo a tua disposizione per maggiori informazioni.

 

Domanda: In Europa, quando potrebbe essere pubblicata la nuova versione della EN 14682 “Safety of Children’s Clothing – Cords & Drawstrings”?
Angela
: La pubblicazione della nuova versione della norma era prevista tra la fine del 2020 e l’inizio del 2021. In seguito all’emergenza COVID-19, tutte le riunioni fisiche del CEN sono state sospese fino al 30 giugno 2020. I lavori non si sono tuttavia fermati, ma è sicuramente più difficile e macchinoso portare avanti i progetti in modo virtuale, motivo per cui la pubblicazione potrebbe subire dei ritardi.

Domanda: Parliamo di sicurezza fisico-meccanica. In Europa, per lo zip puller la misura massima ammessa è di 7.5 cm. Come va misurato lo zip puller quando è una circonferenza, ovvero se la parte addizionale in tessuto forma un loop? E poi, lo zip puller può sporgere da un capo a maniche lunghe?
Angela
: Se la parta attaccata forma un loop, i 7.5 cm di lunghezza devono essere garantiti considerando la circonferenza del puller.
Per quanto riguarda i capi a maniche lunghe, secondo la EN 14682 l’unico punto dal quale lo zip puller non deve sporgere è il fondo del capo che arriva alla caviglia (ad esempio non può sporgere dall’orlo di un pantalone che arriva alla caviglia).
Attenzione però alla Cina poiché questo mercato ha alcuni requisiti specifici, tra i quali proprio quelli per lo zip puller: il cordino addizionale attaccato al puller di metallo viene classificato come una corda decorativa e quindi non è ammesso che sporga dall’orlo delle maniche lunghe.

Domanda: In USA, il cilindretto delle piccole parti è uguale a quello che viene utilizzato in Europa?
Angela:
Sì, fortunatamente il cilindro delle piccole parti ha le stesse dimensioni di quello utilizzato per il mercato EU, ad esempio dal rapporto tecnico 16792 e dalla norma EN 71–1 sulla sicurezza dei giocattoli. Lo stesso cilindro viene anche utilizzato dal mercato cinese secondo i requisiti della norma GB 31701 sulla sicurezza dei capi per bambini.

Domanda: In USA e Australia i requisiti per l’abbigliamento da notte sono gli stessi?
Angela:
No. Il mercato australiano e quello della Nuova Zelanda hanno uno specifico regolamento che fa riferimento alla norma AS/NZ 1249 ed è applicabile all’abbigliamento da notte per bambini e ad alcuni capi da giorno, cioè alle tutine di maglia a pelo (come ad esempio ciniglia) o tutine con inserti di materiale peloso che sono vendute nelle taglie etichettate dalla 00 alle 2 (che corrispondono ad un’altezza che va da 68 cm a 92 cm). In base alla norma australiana i capi sono divisi in 4 diverse categorie, la categoria dalla 1 alla 3 deve riportare una specifica etichetta bianca con la scritta CAUTION KEEP AWAY FROM HEAT AND FLAME – mentre invece per la categoria 4 è prevista un’etichetta rossa con la scritta WARNING HIGH FIRE DANGER KEEP AWAY FROM HEAT AND FLAME. Le prove di infiammabilità che vengono eseguite sono diverse rispetto a quelle del mercato USA.

Domanda: In USA come posso determinare qual è la concentrazione accettabile nel mio prodotto per le sostanze elencate nella Proposition 65?
Silvia:
La Proposition 65 prevede solo dei limiti di esposizione alle sostanze chimiche elencate. Non vieta o limita l’uso di una determinata sostanza chimica. La concentrazione di una sostanza chimica in un prodotto è solo una parte del processo per determinare se i consumatori devono essere avvertiti in merito all’esposizione ad una sostanza chimica elencata. Per questo motivo, nel caso in cui si testino i prodotti per la valutazione del contenuto delle sostanze chimiche prendendo come riferimento i limiti stabiliti in alcune sentenze (settlemens), è necessario ricordare che si tratta di una mitigazione del rischio e non di una valutazione di conformità che può inequivocabilmente stabilire se è necessario o meno apporre un warning.

 

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