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L’ECHA (Agenzia chimica Europea) ha presentato la proposta di restrizione delle microplastiche.

Gli obiettivi della proposta al momento riguardano microplastiche  utilizzate come sostanze tal quali e in miscele con una concentrazione uguale o superiore allo 0,01% (peso/peso).

Le microplastiche sono polimeri (come definiti secondo l’articolo 3.5 del Regolamento CE 19072006) costituiti da particelle in quantità ≥1% che hanno dimensioni comprese tra 1nm ≤ x ≤ 5mm, o fibre con una lunghezza compresa tra 3nm ≤ x ≤ 15mm e un rapporto tra lunghezza e diametro >3.

La restrizione prevederà dei periodi transitori a seconda dei vari usi al fine di consentire alle parti interessate un tempo sufficiente per adeguarsi. Oltre alla restrizione sarà previsto anche un obbligo di etichettatura per ridurre al minimo le emissioni nell’ambiente e un obbligo di comunicazione per migliorare la qualità delle informazioni disponibili per valutare il rischio.

La pericolosità delle microplastiche è connessa al fatto che essendo, queste sostanze/polimeri di dimensioni microscopiche possono essere ingerite e trasferirsi lungo la catena alimentare. Si bio-accumulano e non possono facilmente degradarsi. Pertanto il loro rilascio nell’ambiente è destinato ad aumentare rischiando di causare danni non solo all’ambiente ma anche alla salute umana.

Queste sostanze sono usate in svariati ambiti ad esempio nei prodotti cosmetici, per dare un’azione esfoliante, come additivi nelle vernici per dare resistenza all’abrasione, inchiostri di stampanti o per stampanti 3D, ecc.

Le parti interessate sono state invitate a fornire dei dati che saranno presi in considerazione per la valutazione socio economica e la restrizione potrebbe entrare in vigore a metà 2021.

FONTE 1

FONTE 2

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